Ulassai in tasca: il borgo diventa un’esperienza da esplorare attraverso il gioco

Ulassai non è solo un luogo da vedere, ma un territorio da attraversare, osservare, toccare, ascoltare e portare con sé. Non servono grandi valigie: bastano occhi attenti, curiosità e la voglia di mettersi in gioco.

Da questa idea nasce Ulassai in tasca, il nuovo progetto realizzato da TuoMuseo per il Comune di Ulassai, con la direzione di Fabio Viola, fondatore di TuoMuseo e tra i principali esperti internazionali di gamification applicata alla cultura e al turismo.

Dopo l’esperienza di PlayAlghero, TuoMuseo torna in Sardegna per immaginare nuove modalità creative di scoperta del territorio. Questa volta il protagonista è Ulassai: un borgo straordinario, sospeso tra natura, arte, memoria e paesaggio, che diventa il campo di gioco di un’esperienza pensata per residenti e visitatori di ogni età.

Un kit per esplorare, osservare e ricordare

Ulassai in tasca è un kit turistico analogico e phygital pensato per trasformare la visita in un’avventura partecipativa. Al centro dell’esperienza c’è uno speciale diario/passaporto di viaggio, distribuito gratuitamente, che accompagna il pubblico alla scoperta del paese attraverso missioni, prove e piccoli gesti di esplorazione.

Guardare con una lente, orientarsi con una bussola, disegnare, misurare, toccare, osservare l’ambiente, completare missioni, raccogliere tracce: ogni azione invita a rallentare lo sguardo e a entrare in relazione con il territorio in modo più profondo.

Il kit completo include moschettone da arrampicata, matita, dado, bussola, lente e stickers: strumenti semplici, concreti, quasi da esploratore, che diventano chiavi di accesso a una nuova forma di turismo esperienziale.

Non si tratta soltanto di visitare Ulassai, ma di viverla attivamente. Ogni missione completata permette di aggiungere un frammento al proprio racconto personale del borgo, fino a custodire simbolicamente un intero territorio “in tasca”.

Dal racconto all’azione

Il progetto nasce da una visione precisa: passare dallo storytelling allo storydoing. Il visitatore non è più soltanto spettatore di una storia già scritta, ma diventa parte attiva dell’esperienza. Osserva, sceglie, esplora, interpreta, compie azioni e costruisce il proprio percorso.

In questo senso, Ulassai in tasca utilizza il gioco non come semplice intrattenimento, ma come linguaggio capace di generare attenzione, coinvolgimento e memoria. La gamification diventa uno strumento per guardare il paese con occhi nuovi, scoprendo dettagli che spesso sfuggono alla visita tradizionale: un segno nel paesaggio, una forma nella roccia, una traccia nella memoria collettiva, un particolare che non entra facilmente in una fotografia.

Il risultato è un’esperienza immersiva, accessibile e condivisibile, capace di coinvolgere sia chi arriva a Ulassai per la prima volta sia chi quel territorio lo abita ogni giorno.

Un’esperienza per residenti e visitatori

Uno degli elementi centrali del progetto è la sua capacità di parlare a pubblici diversi. Ulassai in tasca è pensato per turisti, famiglie, bambini, scuole, appassionati di cammini, curiosi, ma anche per la comunità locale.

Il gioco diventa un ponte tra chi visita e chi vive il territorio. Invita a esplorare luoghi noti e meno noti, a costruire un rapporto più personale con il borgo e a trasformare la visita in un’esperienza partecipata.

La dimensione analogica del kit rende il progetto immediato, tangibile e inclusivo. Allo stesso tempo, l’approccio phygital apre la strada a una nuova modalità di fruizione del patrimonio, in cui strumenti fisici, missioni e narrazione territoriale dialogano con una visione contemporanea del turismo culturale.

La presentazione a Ulassai

Il progetto è stato presentato il 1 giugno a Ulassai, in occasione di un momento pubblico di presentazione e beta test, con la guida di Fabio Viola, ideatore del progetto.

Abitanti e turisti hanno potuto ricevere il diario/passaporto di viaggio e sperimentare in anteprima le missioni pensate per scoprire il paese attraverso il gioco, l’osservazione e l’uso dei sensi.

È stato il primo passo di un percorso che intende valorizzare Ulassai come destinazione culturale innovativa, capace di unire identità locale, partecipazione, creatività e nuove forme di coinvolgimento.

Portare Ulassai con sé

Ogni territorio custodisce storie visibili e invisibili. Alcune si incontrano nei monumenti, nei musei, nei sentieri, nelle piazze. Altre si rivelano solo a chi si ferma, osserva, misura la distanza tra le cose, segue un indizio, raccoglie un dettaglio, lascia spazio alla meraviglia.

Ulassai in tasca nasce per questo: offrire a ogni persona gli strumenti per catturare ciò che non sempre si vede nelle foto e trasformare la visita in un’esperienza da ricordare.

Perché Ulassai non è soltanto un luogo da attraversare. È un territorio da scoprire missione dopo missione, fino a portarlo via con sé.