Bandi di finanziamento e altre opportunità

Ogni mese selezioniamo i bandi che finanziano innovazione digitale, gamification e valorizzazione del patrimonio, e per ognuno indichiamo cosa si può concretamente realizzare con le risorse disponibili. Sono opportunità per le quali TuoMuseo si mette a disposizione con le proprie competenze di scrittura bandi, progettazione e realizzazione dei progetti: come partner di un partenariato, come progettisti della proposta o come fornitori dell’intervento.

Aggiornato al 24 settembre 2026. Dati verificati sulle pagine ufficiali degli enti promotori. Verifica sempre i termini sulla fonte ufficiale prima di candidarti.

Bandi aperti, in ordine di scadenza. Apri “Scopri di più” per la scheda completa del bando.
Bando Chi può partecipare Dotazione Scadenza Stato
Bando Sistemi museali 2026
Regione Toscana
Enti capofila dei Sistemi museali toscani costituiti ai sensi dell’art. 17 della L.R. 21/2010 € 750.000
contributo all’80% del costo
25 settembre 2026
ore 23:59
In chiusura
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Bando Sistemi museali 2026 – Regione Toscana

È il bando col perimetro più vicino al nostro fra tutti quelli aperti in questo momento, e vale la pena leggerlo con attenzione perché funziona in un modo diverso da quasi tutti gli altri. Approvato con Decreto n. 17747 del 4 agosto 2026 e con la Delibera di Giunta n. 973 del 3 agosto, pubblicato sul BURT n. 32 del 12 agosto. 750.000 euro, contributo regionale pari all’80% del costo complessivo delle attività finanziabili.

La cosa da capire prima di tutto: qui non si vince o si perde. Il bando dice, in maiuscolo nel testo, che i contributi saranno erogati a tutti i sistemi che presenteranno domanda ritenuta ammissibile. La graduatoria non seleziona: calibra. Il 30% delle risorse è distribuito in parti uguali fra tutti i Sistemi in graduatoria, il restante 70% in proporzione al punteggio. Di conseguenza le proposte progettuali vanno presentate segmentate per ambiti, immaginate per moduli e non quotate finanziariamente: si scrive il progetto senza sapere quanto arriverà, e si dimensionano poi le attività sul contributo ricevuto.

  • Chi partecipa I capofila dei Sistemi museali costituiti ai sensi dell’art. 17 della L.R. 21/2010, in possesso dei requisiti dell’art. 5 del d.p.g.r. 22/R/2011. I musei aderenti devono aver fatto il monitoraggio regionale visitatori con dati 2025
  • Contributo 80% del costo complessivo. In rendicontazione vanno elencate anche le spese che compongono il restante 20%. Acconto di due terzi alla graduatoria, saldo a rendiconto
  • Punteggio Fino a 40 punti sulla struttura del sistema (numero di musei aderenti e di musei di rilevanza regionale), fino a 60 sulla qualità della progettazione. Dentro i 60: 20 punti a “interesse, coerenza, innovatività, riproducibilità e valori aggiunti”, 10 a progetti integrati con altri piani regionali, statali o UE
  • Tempi Spese ammissibili dal 1° giugno 2026. Attività da concludere e liquidare entro il 30 aprile 2027, rendicontazione entro il 31 maggio 2027
  • Personale interno Ammissibile fino a un massimo del 35% del costo totale del progetto
  • Come e quando Un solo progetto per Sistema, via PEC a regionetoscana@postacert.toscana.it entro le ore 23:59 del 25 settembre 2026. L’oggetto della PEC deve riportare esattamente la dicitura “Settore Patrimonio culturale Bando sistemi museali 2026”, senza aggiungere altro: serve all’attribuzione automatica. Sulla domanda va apposta l’attestazione di pagamento dell’imposta di bollo

L’elenco delle attività ammissibili occupa venti lettere, dalla A alla T, e due meritano di essere citate testualmente. La lettera M ammette lo “sviluppo delle tecnologie digitali per la comunicazione e la valorizzazione del patrimonio museale; creazione di contenuti digitali per la fruizione e l’interazione on-line e on-site (visite al museo virtuali e in realtà aumentata, on-line viewing rooms, podcast, attività interattive, video, giochi, etc.); realizzazione di applicazioni/guide/QR code/realtà aumentata”. La lettera E ammette i progetti di digitalizzazione per la fruizione di collezioni non esposte. La lettera G parla di cultural welfare, pubblici fragili ed eliminazione di barriere cognitive; la I di analisi dei pubblici anche in forme sperimentali; la J di formazione del personale nell’ambito della cultura digitale e per la riduzione del divario digitale.

Non sono ammissibili acquisto o ristrutturazione di immobili, IVA detraibile, IRAP, quote associative, catering e rimborsi spese, e non sono ammessi pagamenti in contanti.

Cosa si può realizzare con questi fondi
  • Un percorso di visita gamificato condiviso da tutti i musei del Sistema, con un’unica web app e contenuti locali distinti: è la risposta esatta alla richiesta del bando di attività che coinvolgano tutti i musei aderenti, non uno solo
  • La digitalizzazione di collezioni non esposte con restituzione narrativa al pubblico, sul modello del lavoro fatto al Museo delle Sinopie di Pisa: il bando la ammette esplicitamente e la lega alla liberazione di spazi espositivi
  • Un percorso culturale e turistico fra i musei del sistema (lettera P) con contenuti georeferenziati, sul modello di Ulassai in tasca
  • Un programma di formazione del personale sulla cultura digitale esteso a tutti i musei aderenti, con momenti di peer to peer learning fra operatori: è la lettera J, e per un sistema è spesso l’investimento con la resa più lunga
  • Un sistema di rilevazione dei pubblici e di misura dell’impatto sociale condiviso fra i musei: sono i dati che poi servono per i bandi più grandi, e valgono punti sulla “riproducibilità”
  • Il vincolo di realtà: le risorse si dividono fra tutti i Sistemi partecipanti, quindi la cifra che arriva al singolo Sistema è molto più bassa di 750.000 €. Per questo il bando chiede moduli: si progetta a scalare, non a preventivo

Il nostro ruolo: fornitori della componente digitale e formativa, dentro un progetto scritto dal capofila del Sistema. Il bando chiede proposte non quotate, e scriverle bene significa costruire moduli che funzionano sia con diecimila euro sia con quarantamila. Scade domani sera. A questo punto il lavoro utile è solo formale: oggetto della PEC identico alla dicitura richiesta, bollo attestato, allegati A1-A4 firmati. Se il Sistema viene finanziato, la conversazione sul dimensionamento dei moduli si fa dopo la graduatoria, ed è lì che possiamo esservi utili.

Fonte: Regione Toscana · Allegato A, testo del bando (PDF) · Decreto dirigenziale 17747 (PDF)

Bandi VI e VII 2026 e Iniziative per la comunità
Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia
Enti pubblici e non profit del territorio della provincia di Pavia € 100.000 + € 50.000
€ 400.000 su Iniziative
30 settembre 2026
ore 17:00
In chiusura
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Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia

Tre bandi aperti con fondi territoriali messi a disposizione da Fondazione Cariplo, tutti in scadenza il 30 settembre alle 17. Valgono solo per il territorio pavese, ma il meccanismo è lo stesso in molte fondazioni di comunità lombarde: se operate in un’altra provincia, vale la pena controllare il sito della vostra.

  • VI Bando 2026 Tutela e valorizzazione di beni di interesse storico e artistico. Dotazione 100.000 €, cofinanziamento fino al 60% e comunque non oltre 30.000 € a progetto
  • VII Bando 2026 Cultura e promozione di attività culturali. Dotazione 50.000 €, fino al 60% e non oltre 6.000 € a progetto. In partenariato il costo totale non può superare i 20.000 €
  • Iniziative per la comunità 400.000 € da Fondazione Cariplo per progetti di particolare rilevanza locale, aree Servizi alla Persona, Ambiente, Arte e Cultura
  • Da sapere Su tutti e tre è prevista una raccolta fondi a progetto del 10%, da completare entro il 30 novembre 2026. Chi non la completa perde il cofinanziamento
  • Anche aperti Il V Bando 2026 su Servizi alla persona (200.000 €) e il IV su Ambiente e Territorio, che da quest’anno è a sportello senza scadenza. Fuori dal nostro perimetro, ma utili da sapere se state costruendo un progetto intersettoriale
Cosa si può realizzare con queste cifre
  • Con i 30.000 € del VI Bando: un restauro accompagnato da un apparato digitale che ne racconti il processo, che è esattamente ciò che il bando chiede quando parla di “diffusione della conoscenza del bene”
  • Una singola installazione di sala legata al bene restaurato: torcia interattiva, proiezione narrativa, tavolo touch
  • Con i 6.000 € del VII Bando: non un’esperienza digitale completa, ma un modulo, per esempio una tappa gamificata di un percorso più ampio o un ciclo di contenuti audio
  • Con il bando Iniziative per la comunità, dove le cifre sono più alte: un percorso di valorizzazione diffusa che tiene insieme più luoghi del territorio, sul modello di Ulassai in tasca

Il nostro ruolo: fornitore, con soluzioni dimensionate su budget contenuti. Su queste cifre la regola è una sola: fare una cosa sola e farla bene, invece di spalmare il budget su tre interventi a metà. Sei giorni alla scadenza, e la raccolta fondi del 10% va pianificata adesso: è la parte che fa perdere il contributo a chi ci pensa dopo.

Fonte: Fondazione della Comunità della Provincia di Pavia · Regolamento VI Bando (PDF) · Regolamento VII Bando (PDF)

Cultura Missione Comune 2026
Credito Sportivo e Culturale, con il MiC
Comuni, Unioni, Province, Città Metropolitane, Regioni Plafond € 50 mln
mutui a tasso zero
30 settembre 2026
ore 23:59 · proroga al 5 dicembre se resta plafond
In chiusura
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Cultura Missione Comune 2026

Va detto subito: non è un contributo a fondo perduto, è credito. Il Credito Sportivo e Culturale mette a disposizione degli enti territoriali 50 milioni di mutui a tasso fisso con integrale abbattimento degli interessi fino a 10 anni, grazie al Fondo per la Cultura del MiC. Il capitale va comunque restituito. A monte, il Comitato di Gestione dei Fondi Speciali ha stanziato 5 milioni di euro di contributi in conto interessi: è quella la risorsa che si esaurisce.

  • Chi partecipa Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città Metropolitane, Regioni
  • Massimali 2 mln fino a 5.000 abitanti · 4 mln comuni medi e forme associate · 6 mln capoluoghi, Province, Regioni
  • Cosa finanzia Tutela, recupero, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale pubblico, materiale e immateriale
  • Scadenza Termine ultimo di invio delle istanze ore 23:59 del 30 settembre 2026. L’avviso prevede che il termine sarà prorogato alle ore 23:59 del 5 dicembre 2026 se al 30 settembre risultassero ancora disponibili risorse del Plafond: in quel caso ICSC pubblicherà una comunicazione sul Portale
  • Tempi dell’intervento Il mutuo va stipulato entro il 31 dicembre 2026. I lavori vanno avviati entro 24 mesi dalla stipula e ultimati entro 60 mesi. L’eventuale acquisto di aree e beni culturali entro 18 mesi. Rimborso estendibile a 25 anni

È lo strumento giusto quando un progetto di riqualificazione non si copre con i soli bandi a fondo perduto: la parte digitale entra nell’investimento complessivo invece di essere tagliata per prima. L’Istituto dichiara di puntare ad attivare oltre 130 milioni di investimenti complessivi, e riporta che fra il 2021 e il 2025 lo strumento ha contribuito a oltre 300 milioni di investimenti.

Sulla proroga di dicembre. La clausola è nell’avviso pubblico ufficiale, al punto 8, e recita: “Il Termine sarà prorogato alle ore 23:59 del giorno 05/12/2026 se alla scadenza del termine del 30/09/2026 dovessero risultare ancora disponibili risorse del Plafond”. Alla verifica del 24 settembre non abbiamo trovato comunicazioni in un senso o nell’altro: la proroga, se scatta, viene annunciata sul Portale ICSC dopo il 30. Chi può presentare entro settembre lo faccia.

Cosa si può realizzare con questi fondi

Il nostro ruolo: fornitore della componente digitale. Qui il tema è il quadro economico: la parte multimediale va dimensionata e messa a bilancio prima della richiesta di mutuo. Possiamo produrre la stima tecnica ed economica da allegare al progetto. A sei giorni dal termine, per un comune che non ha ancora un quadro economico la finestra realistica è dicembre, se la proroga scatta.

Fonte: Avviso pubblico Cultura Missione Comune 2026 (PDF) · Istituto per il Credito Sportivo e Culturale · Comunicato MiC dell’11 giugno 2026

Conservazione, catalogazione e digitalizzazione di beni librari e archivi – 2026
Regione Piemonte
Enti locali, pubbliche amministrazioni, istituzioni culturali e religiose, associazioni e fondazioni senza scopo di lucro. Patrimonio conservato in Piemonte € 199.000 beni librari
€ 398.000 archivi · 5-20.000 € a progetto
5 ottobre 2026
ore 12:00
Aperto
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Conservazione, catalogazione e digitalizzazione di beni librari e archivi – Regione Piemonte

Sono due avvisi gemelli, aperti entrambi dalle 9 del 10 settembre alle 12 del 5 ottobre, dentro un pacchetto regionale più ampio da 1.834.394 € su libro, editoria e patrimonio. Li teniamo in una riga sola perché hanno gli stessi parametri e la stessa piattaforma. Il primo riguarda il patrimonio bibliografico di interesse culturale (199.000 €, di cui 103.000 ai privati e 96.000 ai pubblici); il secondo gli archivi e il patrimonio documentale (398.000 €).

Perché li segnaliamo, in una pagina dove quasi tutto il resto vale dieci o cento volte tanto: sono gli unici due bandi aperti in cui la digitalizzazione è l’oggetto del finanziamento, non una voce dentro un progetto di valorizzazione. Per un archivio o una biblioteca storica che ha un fondo da mettere online e nessun capitolo di bilancio per farlo, questa è la porta giusta.

  • Chi partecipa Enti locali singoli o associati, pubbliche amministrazioni, istituzioni culturali e formative, enti e istituzioni religiose, associazioni e fondazioni pubbliche e private, altri enti senza fine di lucro, cooperative a mutualità prevalente. Il patrimonio deve essere conservato in Piemonte e disponibile alla consultazione pubblica
  • Importi Contributo fino all’80% delle spese ammissibili, minimo 5.000 € e massimo 20.000 € a progetto. Cofinanziamento di almeno il 20% a carico del beneficiario
  • Cosa finanzia Riordino, censimento, inventariazione e catalogazione; restauro; trattamento fisico, disinfezione e disinfestazione; recupero e conversione di database catalografici; digitalizzazione; formazione di collezioni digitali; acquisto di materiale di conservazione e di attrezzature per il controllo dei parametri ambientali
  • I due vincoli tecnici che decidono il progetto Saranno accettati “unicamente applicativi che dialoghino con l’Indice nazionale SBN”, e la digitalizzazione va fatta secondo le linee guida regionali elaborate da Regione Piemonte e CSI-Piemonte, reperibili su Mèmora. L’acquisto di strumenti fotografici, lampade e attrezzature è ammesso solo se inserito in un’adeguata progettazione di un intervento di digitalizzazione: non si compra lo scanner e basta
  • Cosa serve in domanda Relazione descrittiva sul modulo regionale e progetto tecnico firmato digitalmente, con quantificazione dei volumi, datazione delle pubblicazioni, fasi dei lavori e criteri adottati. Se l’intervento richiede l’autorizzazione della Soprintendenza archivistica e bibliografica, va usato il modulo dedicato e allegata la richiesta con ricevuta d’invio
  • Attenzione alla delega Se non firma il legale rappresentante, serve procura generale o speciale nelle forme indicate: la sua mancanza comporta l’inammissibilità, senza soccorso istruttorio
  • Come e quando Solo tramite Sistema Piemonte – FINanziamenti DOMande, con SPID o certificato di autenticazione, firma digitale CAdES p7m su PDF. Dalle 9:00 del 10 settembre alle 12:00 del 5 ottobre 2026

Vale la pena leggere per intero la riga sulle attrezzature, perché racconta la filosofia dell’avviso: la Regione non finanzia oggetti, finanzia un processo che produce dati interoperabili. Chi presenta una richiesta di acquisto hardware con una generica promessa di digitalizzare sta scrivendo la domanda sbagliata; chi presenta un progetto tecnico con volumi, fasi e standard di output ha già fatto metà del lavoro.

Cosa si può realizzare con 20.000 euro
  • La digitalizzazione di un fondo circoscritto e ben scelto con restituzione pubblica online: con questa cifra non si digitalizza un archivio intero, si fa bene un nucleo che abbia senso da solo e che diventi il primo mattone di una collezione digitale
  • Il recupero e la conversione di un database catalografico vecchio verso un applicativo che dialoga con SBN: lavoro invisibile e poco gratificante, ma è la condizione perché tutto il resto sia trovabile
  • Una collezione digitale navigabile costruita sopra il materiale digitalizzato, con un apparato di lettura per il pubblico non specialista: il bando finanzia esplicitamente la “formazione di collezioni digitali”, e senza un livello di racconto le immagini restano consultabili solo da chi già sa cosa cerca
  • Un progetto tecnico di digitalizzazione fatto a regola d’arte come base per candidature più grandi: una volta che volumi, standard e flussi sono scritti, lo stesso documento serve per il PNRR, per una fondazione o per un bando europeo
  • Il vincolo di realtà: qui non si finanziano esperienze di visita, videogiochi o installazioni. È un bando di conservazione e catalogazione. La componente narrativa entra solo nella misura in cui è collezione digitale, e va dichiarata come tale

Il nostro ruolo: qui siamo utili sul pezzo che quasi nessuno presidia, cioè il passaggio dal file digitalizzato alla fruizione pubblica: interfaccia di consultazione, livello narrativo, accessibilità dei contenuti. Sulla digitalizzazione in senso stretto il fornitore giusto è spesso un altro. Diciamolo, invece di offrirci per tutto. Undici giorni alla scadenza, e il progetto tecnico va firmato da un professionista: se non lo avete, quello è il primo contatto da fare oggi.

Fonte: Bandi Regione Piemonte – patrimonio bibliografico · Bandi Regione Piemonte – archivi · Testo dell’avviso, Allegato 1 (PDF) · DD 424/A2001D del 3 settembre 2026 (PDF) · BUR n. 36 del 10 settembre 2026

Ecomusei – Bando 2026
Regione Piemonte
Soggetti gestori, pubblici e privati non profit, dei 25 ecomusei riconosciuti di interesse regionale del Piemonte € 434.416,50
da 3.000 a 50.000 €, max 50% delle spese
5 ottobre 2026
ore 23:59
Aperto
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Ecomusei – Bando 2026 – Regione Piemonte

Approvato con Determinazione Dirigenziale 421/A2002D del 2 settembre 2026 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale n. 35 del 3 settembre. Le domande sono aperte dal 4 settembre e si chiudono il 5 ottobre alle 23:59. Dotazione esatta: 434.416,50 euro, a sostegno dei programmi di attività dei 25 ecomusei riconosciuti di interesse regionale, ai sensi dell’art. 11 della L.R. 13/2018.

È un bando a platea chiusa: non ci si candida a diventare ecomuseo, si partecipa se lo si è già. Ma per chi rientra è uno strumento annuale su cui vale la pena costruire una progettualità che duri più di un esercizio.

  • Chi partecipa Soggetti gestori pubblici (enti locali in forma singola o associata, enti di gestione delle aree protette, ex Province) e soggetti gestori privati (associazioni e fondazioni culturali senza scopo di lucro) degli ecomusei riconosciuti
  • Importi Ogni programma deve avere un costo complessivo non inferiore a 6.000 €. Il contributo richiesto va da un minimo di 3.000 € a un massimo di 50.000 €
  • Cofinanziamento Il contributo non può superare il 50% delle spese effettive ammissibili, e va garantita con risorse proprie la copertura di almeno l’altro 50%. Il limite vale anche in rendicontazione finale
  • Attenzione alla natura della spesa Sono ammesse esclusivamente spese correnti direttamente riconducibili alle attività. Le spese di investimento inerenti lavori, strumenti e arredi non sono finanziabili: è il vincolo che decide cosa ha senso proporre. Costi generali e di funzionamento entro il 40% del costo complessivo
  • Quando Le iniziative devono realizzarsi fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026
  • Come funziona l’assegnazione Due elenchi separati, gestori pubblici (297.000 €) e gestori privati (137.416,50 €). I contributi si distribuiscono in misura proporzionale fra chi totalizza almeno 60 punti, con un’eventuale percentuale di abbattimento se le richieste superano le risorse
  • Cosa premia Programmi con approccio interdisciplinare, che mettano in relazione cultura, ambiente, educazione, formazione e inclusione sociale, insieme ad agricoltura, turismo, pianificazione e cura del paesaggio. Due criteri sono obbligatori: uno strumento di valutazione e monitoraggio della ricaduta economico-sociale dell’ecomuseo, e la promozione tramite sito web aggiornato, social e nuovi linguaggi espressivi
  • Come e quando Esclusivamente via PEC a musei-sitiunesco@cert.regione.piemonte.it, con la modulistica regionale (Allegati 1a, 1b, 1c), entro il 5 ottobre 2026. Imposta di bollo da 16 € per i soggetti privati non esentati

La riga che cambia tutto è quella sulle spese correnti. Un ecomuseo che con questi fondi volesse comprare un impianto, un totem o un allestimento permanente sta guardando lo strumento sbagliato: l’avviso esclude testualmente “le spese di investimento inerenti i lavori, strumenti e arredi”. Quello che invece rientra pienamente sono i servizi: produzione di contenuti, progettazione e conduzione di attività, percorsi partecipati, formazione. È una distinzione contabile, ma orienta la proposta più di qualsiasi criterio di valutazione.

Vale la pena notare i due criteri dichiarati obbligatori nel gruppo B del terzo macrocriterio: uno strumento di misura della ricaduta economica e sociale e una comunicazione che usi nuovi linguaggi espressivi. Non sono voci facoltative da aggiungere se avanza budget: sono condizioni. Per molti ecomusei, che vivono di volontariato e di un sito fermo da anni, è la parte più scomoda del bando e insieme quella dove un piccolo investimento cambia il punteggio.

Cosa si può realizzare con 3-50 mila euro, restando nelle spese correnti
  • Un percorso di visita autonoma dell’ecomuseo e del suo territorio come servizio: contenuti georeferenziati fruibili dal telefono del visitatore, senza hardware da installare. È il formato di Ulassai in tasca, e risponde al problema tipico di questi luoghi: sono diffusi e spesso senza personale
  • Un percorso partecipato con gli abitanti per raccogliere memoria orale e cultura materiale, con restituzione pubblica digitale: è esattamente la missione dell’ecomuseo, e la raccolta è attività, non investimento
  • Un programma educativo con le scuole del territorio in cui i ragazzi producono i contenuti invece di riceverli, sul modello di ReStart a Lamezia Terme
  • Un ciclo di contenuti narrativi (audio, video, tappe di gioco) che leghi i diversi punti dell’ecomuseo in un unico racconto, dove oggi ci sono luoghi separati e cartelli
  • Uno strumento di rilevazione e monitoraggio della ricaduta economico-sociale, che il bando rende obbligatorio: conteggio presenze, accessi ai luoghi culturali dell’area, convenzioni con gli esercizi del territorio. È il criterio più facile da lasciare a metà e il più semplice da coprire bene
  • Formazione degli operatori e dei volontari sulla mediazione e sugli strumenti digitali di base: piccola spesa, effetto lungo, e coerente con l’approccio interdisciplinare che il bando dichiara di premiare
  • Quello che con questa cifra e questo vincolo non si fa: installazioni permanenti, video mapping stabile, acquisto di attrezzature. Non è una questione di budget, è una questione di natura della spesa. E si tenga presente il 50%: per un contributo di 20.000 € servono 40.000 € di spese effettive

Il nostro ruolo: fornitori di servizi di progettazione, produzione di contenuti e formazione, dentro il programma presentato dal soggetto gestore. Se gestite un ecomuseo piemontese, la domanda utile da farsi ora è quale attività del vostro programma 2026 potete raccontare meglio: mancano undici giorni, e la modulistica è la stessa degli anni scorsi.

Fonte: Bandi Regione Piemonte · Avviso pubblico, Allegato 1 (PDF) · DD 421/A2002D del 2 settembre 2026 (PDF)

Attrattività e professionalizzazione di artisti e creativi
Fondazione Compagnia di San Paolo
Enti culturali pubblici e non profit di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, attivi da almeno tre anni Fino a € 50.000 a progetto
pari al 75% del budget
5 ottobre 2026
ore 12:00
Aperto
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Bando per l’attrattività e la professionalizzazione di artisti e creativi

Pubblicato il 30 luglio, scade il 5 ottobre alle 12. Non finanzia opere: finanzia percorsi di carriera. La Compagnia parte da un dato del proprio lavoro conoscitivo, condotto da CLES nel 2026, che ha rilevato “divergenze significative” fra i fabbisogni di artisti e creativi e quelli del più ampio insieme dei professionisti culturali. Da lì la scelta di uno strumento dedicato.

La regola che orienta tutto il resto: non sono ammesse proposte fatte di una sola tipologia di attività. Un ciclo di formazione, da solo, è inammissibile. Serve un percorso che tenga insieme più azioni: accompagnamento, ricerca, residenze, networking, promozione.

  • Chi partecipa Enti culturali pubblici e non profit con sede legale o operativa in Piemonte, Liguria o Valle d’Aosta, attivi da almeno tre anni e con almeno due esperienze pregresse in percorsi per artisti e creativi. Università ed enti pubblici territoriali solo come partner. Esclusi come capofila i Comuni di Torino e Genova
  • Importi Fino a 50.000 € di contributo, pari al 75% del budget: il restante 25% va coperto con risorse proprie, dei partner o di altra provenienza pubblica e privata
  • Tempi Progetti avviabili da ottobre 2026, conclusione entro dicembre 2027, durata massima 15 mesi. Costi ammissibili dal 1° ottobre 2026
  • Costi di struttura Gestione dell’ente e personale strutturato entro il 20% del budget complessivo
  • Destinatari Artiste, artisti, creative e creativi già attivi o in avvio di carriera, di provenienza locale, nazionale o internazionale. Attenzione particolare a donne e under 35
  • Esclusi Livello amatoriale, under 18 e studenti delle superiori, operatori culturali (coperti da altre linee), personale interno agli enti proponenti
  • Come e quando Piattaforma ROL, entro le ore 12:00 del 5 ottobre 2026. Esiti entro dicembre

Le nuove produzioni sono ammissibili ma il bando è esplicito nel dire che non devono essere l’output principale: devono servire al percorso di crescita di chi partecipa. È una precisazione che cambia il modo di scrivere il progetto, perché sposta il centro dall’opera alle persone. Attenzione al confine con i Buoni formazione per la cultura, più sotto: quello finanzia la formazione del personale interno dell’ente, questo i percorsi rivolti ad artisti e creativi esterni. Sono complementari, non alternativi.

Cosa si può realizzare con 50.000 euro
  • Un percorso di professionalizzazione su game design applicato al patrimonio, rivolto ad autori e creativi del territorio, con mentorship, una fase di ricerca su un luogo reale e una restituzione pubblica
  • Una residenza in cui artisti digitali lavorano su una collezione o su un sito, con esito in forma di prototipo giocabile o installazione: la produzione c’è, ma è il risultato del percorso, non il suo scopo
  • Un programma su narrazione interattiva e scrittura per l’interattività, competenza che in Italia quasi nessuno insegna e che vale sia per i musei sia per l’industria creativa
  • Azioni di networking con studi, festival e autori europei di narrative game applicati alla cultura, per portare relazioni internazionali dentro il territorio
  • Quello che con 50.000 € non si fa: un videogioco. Si costruisce un percorso di dodici o quindici mesi con formazione, accompagnamento e una produzione dimostrativa contenuta. Chi promette il gioco finito sta sbagliando il budget o il bando

Il nostro ruolo: qui non possiamo essere proponenti, e va detto chiaramente: il capofila deve essere un ente culturale pubblico o non profit del Nord-Ovest. Possiamo entrare come partner profit — il bando li ammette, ma non come percettori di contributo — oppure come fornitori del percorso formativo e della parte tecnica, retribuiti dentro il budget di progetto. A undici giorni dalla scadenza, la conversazione utile è su quali competenze mettere nel percorso: è la parte che pesa il 35% in valutazione.

Fonte: Fondazione Compagnia di San Paolo · Testo del bando (PDF) · Allegato A, analisi di contesto (PDF)

Dimore, ville, parchi e giardini storici 2026
Regione Lazio
Proprietari o gestori dei beni accreditati senza riserva alla Rete regionale delle dimore e dei giardini storici del Lazio € 1.399.997
fino a 50.000 € a progetto
8 ottobre 2026
ore 16:00
Aperto
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Valorizzazione di dimore, ville, complessi architettonici, parchi e giardini storici – Regione Lazio

Approvato con determinazione dirigenziale G11423 del 12 agosto 2026. La piattaforma regionale è aperta dalle ore 12 del 10 settembre e chiude alle ore 16 dell’8 ottobre: restano due settimane. Dotazione complessiva 1.399.997 euro a fondo perduto. I progetti selezionati si realizzano nel biennio 2027-2028.

Il dato che vale più di tutti gli altri riguarda le percentuali di copertura, che cambiano a seconda di chi presenta: 50% per i privati, 70% per i soggetti pubblici, 100% per i comuni entro i 15.000 abitanti o per quelli in stato di dissesto finanziario dichiarato. Per un piccolo comune del Lazio che ha in gestione una dimora o un giardino storico, è la condizione più favorevole di tutto l’elenco: cinquantamila euro senza cofinanziamento.

  • Chi partecipa Proprietari o gestori dei beni già accreditati senza riserva alla Rete regionale delle dimore e dei giardini storici. Chi non è nella Rete, o vi è accreditato con riserva, non partecipa: l’accreditamento è una procedura a sé
  • Cosa finanzia Restauro, manutenzione straordinaria, lavori per il miglioramento dell’accessibilità e della visitabilità dei beni, interventi di sistemazione del verde e del paesaggio
  • Importi Contributi fino a 50.000 €. Copertura al 50% per i privati, 70% per i pubblici, 100% per i comuni sotto i 15.000 abitanti o in dissesto
  • Erogazione Per i soggetti pubblici quattro tranche legate all’avanzamento. Per i privati due anticipi e un saldo con fideiussione, oppure un’unica soluzione a lavori rendicontati
  • Come e quando Piattaforma bandiavvisi.regione.lazio.it, dalle ore 12 del 10 settembre alle ore 16 dell’8 ottobre 2026
  • Attenzione al refuso La scheda regionale scrive in un punto “8 ottobre 2025”, mentre il campo Data scadenza indica 08-10-2026 e la determinazione è del 12 agosto 2026. Fate riferimento all’atto

Rispetto agli altri bandi in elenco questo è il più “edilizio”: la voce principale sono le opere. Meglio dirlo che far finta di niente. La porta d’ingresso per una componente digitale è una sola, ed è scritta nell’avviso: miglioramento dell’accessibilità e della visitabilità.

Cosa si può realizzare con questi fondi
  • Un percorso di visita autonoma della dimora o del giardino, con contenuti georeferenziati: è la risposta al problema tipico di questi beni, che sono aperti ma senza personale in grado di accompagnare
  • Apparati di visita accessibili come parte dell’intervento sulla visitabilità: doppio registro scientifico e narrativo, contenuti audio, mappe e supporti per chi non legge il pannello
  • La restituzione digitale di ciò che il restauro riporta alla luce, sul modello della torcia interattiva al Museo delle Sinopie di Pisa: il cantiere diventa contenuto invece di essere solo un disagio
  • Per un giardino storico, un percorso a tappe che renda leggibile l’impianto originario dove oggi si vede solo del verde
  • Il vincolo di realtà: con 50.000 € complessivi e le opere dentro lo stesso quadro economico, la componente digitale è una voce, non il progetto. Va dimensionata su qualche migliaio di euro, e quindi deve essere una cosa sola fatta bene

Il nostro ruolo: fornitore della componente di accessibilità e visitabilità dentro un progetto che resta di restauro. La piattaforma chiude fra due settimane: se non lo avete ancora fatto, la prima verifica è se il vostro bene risulta accreditato senza riserva, perché da lì dipende tutto il resto.

Fonte: Regione Lazio, notizia del 12 agosto 2026 · Scheda su Bandi Cultura · Scheda LazioEuropa

Bando digitale per la cultura 2026
Fondazione Caritro
Reti di almeno due enti non profit, capofila con sede in Provincia autonoma di Trento € 400.000 15 ottobre 2026 Aperto
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Bando digitale per la cultura 2026 – Fondazione Caritro

400 mila euro per progetti di rete tra organizzazioni culturali — arti performative e MAB, cioè musei, archivi e biblioteche — che sperimentino soluzioni digitali. Il capofila deve avere sede nella Provincia autonoma di Trento, ma il fornitore tecnologico può avere sede legale ovunque. È il testo del bando a dirlo esplicitamente.

La particolarità sta nel meccanismo: il bando obbliga a individuare un “fornitore chiave” già in fase di candidatura, allegando portfolio, lettera di intenti sul modello della Fondazione e autocertificazione DURC. Non è un partner di progetto, ma affianca la rete nella definizione delle soluzioni digitali. Nella pratica significa che la parte tecnica va progettata prima della domanda, non appaltata dopo.

C’è un dettaglio operativo che vale la pena conoscere se state cercando un fornitore: la Fondazione pubblica sulla pagina del bando un elenco di enti esperti in trasformazione digitale, alimentato da una manifestazione di interesse aperta. La stessa Fondazione precisa che l’inserimento “non comporta alcuna forma di accreditamento… né costituisce titolo preferenziale ai fini della selezione”: serve allo scouting, non alla valutazione. Ma per una rete culturale che deve trovare un tecnico entro ottobre è il punto di partenza più veloce.

  • Chi partecipa Reti di almeno due realtà non profit, pubbliche o private. Capofila con sede in Provincia autonoma di Trento, attivo su arti performative o patrimonio artistico
  • Ambiti Offerta culturale (esperienze museali, allestimenti, digitalizzazione collezioni) · comunicazione e pubblici (accessibilità e audience development) · processi e organizzazione (dati, valutazione di impatto)
  • Fornitore chiave Impresa, startup, università o ente di ricerca. Sono esclusi i singoli professionisti. Va individuato già in domanda, con portfolio, lettera di intenti e autocertificazione DURC sulla regolarità contributiva
  • Come e quando Piattaforma ROL della Fondazione, entro il 15 ottobre 2026
Cosa si può realizzare con questi fondi
  • Un percorso di visita gamificato condiviso da più istituti in rete, con un’unica web app e contenuti locali distinti
  • Un sistema di visita guidato dall’intelligenza artificiale, come AI feel GNU per la Galleria Nazionale dell’Umbria
  • La digitalizzazione di una collezione con restituzione narrativa al pubblico, non solo catalogo tecnico
  • Un’installazione multimediale replicabile nelle diverse sedi della rete, con palinsesto condiviso
  • Strumenti di rilevazione dei pubblici e valutazione di impatto, che nei bandi seguenti diventano dati e non opinioni

Il nostro ruolo: fornitore chiave. Il bando ci chiede di esserci fin dalla scrittura del progetto, ed è esattamente il modo in cui lavoriamo meglio. Se siete una realtà trentina che sta costruendo la rete, il fornitore va scelto adesso: in domanda serve il nostro portfolio e la lettera di intenti firmata. Tre settimane alla scadenza sono poche per fare le due cose in sequenza.

Fonte: Fondazione Caritro · Testo del bando (PDF) · Modello lettera di intenti

Musei e accessibilità universale
Fondazione Cariplo
Proprietari o gestori di istituzioni museali, enti pubblici o privati non profit, con sede operativa in Lombardia, provincia di Novara o VCO € 3.000.000
da 50.000 a 200.000 € a progetto
9 dicembre 2026
ore 17:00 · Fase 1
Aperto
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Musei e accessibilità universale – Fondazione Cariplo

Tre milioni di euro dall’Area Attività Filantropiche Trasversali di Fondazione Cariplo, dall’incrocio fra due Sfide di mandato: Destinazione Autonomia, sulle persone con disabilità, e Anita – L’infanzia prima, sui bambini fra zero e sei anni. È il bando più rilevante dell’anno per chi lavora sull’esperienza di visita.

Aggiornamento al 24 settembre. Sulla pagina del bando sono state pubblicate le slide della presentazione online del 17 settembre, la registrazione e due indagini di contesto (una sulla disabilità, una sulla fascia 0-6). Le slide chiariscono parecchie cose che il testo lasciava aperte. Il percorso formativo obbligatorio parte dal 28 settembre e prosegue fino a novembre: è organizzato dall’Associazione Abbonamento Musei dentro un percorso di capacity building gratuito più ampio, in parte facoltativo, ed è obbligatorio sia per i musei capofila sia per i musei partner. I template della Proposta e del Budget invece non sono ancora online: la pagina continua a dire “da settembre”, e siamo alla quarta settimana di attesa.

Il dato che conta più della dotazione è il contributo minimo: 50.000 euro. Non il massimo, il minimo. Il bando lo spiega nella premessa: una mappatura dei musei del territorio ha rilevato che l’accessibilità viene ancora affrontata “attraverso interventi frammentari o misure dedicate”. Le FAQ della presentazione lo dicono in modo ancora più netto: un singolo intervento puntuale di miglioramento dell’accessibilità non è sufficiente, e una proposta che coinvolga la sola area educativa del museo non è ammissibile.

  • Dotazione 3.000.000 €, divisi in 1,5 milioni sulla Linea 1 (Destinazione Autonomia, persone con disabilità) e 1,5 milioni sulla Linea 2 (Anita, bambini 0-6 anni e adulti di riferimento)
  • Importi Contributo da 50.000 a 200.000 €, e comunque non oltre l’80% dei costi totali. I vincoli economici valgono già in Fase 1
  • Opere Interventi architettonici ammessi entro il 30% del costo totale. Non è ammissibile un progetto fatto di sole opere, né l’acquisto di immobili
  • Chi partecipa Capofila proprietari o gestori di istituzioni museali, riconosciute o con requisiti minimi, anche in sistemi o reti. Sede operativa in Lombardia, provincia di Novara o VCO. I privati non profit capofila devono essere costituiti prima del 1° gennaio 2024. Partenariato facoltativo: i partner non museali possono avere sede fuori territorio
  • Una proposta, una linea La stessa proposta non può stare su entrambe le linee. Lo stesso ente può presentare due proposte distinte, una per linea
  • Requisiti di proposta Durata fra 12 e 24 mesi, avvio non prima della scadenza di Fase 2. Almeno una persona dello staff individuata come riferimento per l’accessibilità. Modalità di coinvolgimento dei pubblici destinatari almeno come impostazione metodologica
  • Calendario Formazione obbligatoria dal 28 settembre · Fase 1 entro il 9 dicembre 2026 alle 17 · accompagnamento di cinque mesi, maggio-ottobre 2027 · Fase 2 entro l’11 novembre 2027
  • Come si presenta Area riservata Cariplo, anagrafica aggiornata (atto costitutivo, statuto, bilanci 2024 e 2025, preventivo 2026; gli enti pubblici non allegano bilanci), modulo online, lettera accompagnatoria, descrizione della Proposta e ipotesi di Budget sui format dedicati. Se c’è, il PEBA

Il passaggio che riguarda chi fa innovazione. Fra la raccolta delle proposte e la Fase 2, lo schema della presentazione prevede una call for solutions rivolta al mondo degli innovatori, la selezione dei soggetti innovatori, occasioni di matchmaking con i musei e advisory uno a uno. In pratica la Fondazione non chiede ai musei di arrivare a dicembre con il fornitore già scelto: costruisce lei l’incontro fra musei e soluzioni. I dettagli della call non sono ancora pubblicati.

Cosa si può realizzare con 50-200 mila euro
  • Un sistema di visita guidato dall’intelligenza artificiale che adatta linguaggio, lunghezza e percorso alla persona che ha davanti, come AI feel GNU alla Galleria Nazionale dell’Umbria: è design universale, non un dispositivo dedicato
  • La riscrittura dell’intero apparato di visita in doppio registro, scientifico e narrativo, con accessibilità cognitiva progettata dall’inizio e non aggiunta come pannello a parte
  • Sulla Linea 2, un percorso a missioni per famiglie con bambini 0-6, costruito su meccaniche non testuali: il pubblico che il museo del cartellino scritto a un metro e sessanta semplicemente non raggiunge
  • Un’installazione che rende percepibile ciò che l’occhio non vede, come la torcia interattiva al Museo delle Sinopie di Pisa, inserita in un percorso e non isolata
  • Formazione interna dello staff e della persona di riferimento sull’accessibilità: il bando la chiede, e è la voce che tiene in piedi tutto il resto dopo la fine del contributo
  • Il vincolo di realtà: con il 30% massimo sulle opere, almeno il 70% del progetto va su contenuti, servizi, organizzazione e competenze. È un bando sull’esperienza di visita, non sull’edificio

Il nostro ruolo: due porte, e conviene tenerle distinte. La prima è la call for solutions per innovatori, quando uscirà: lì ci candidiamo noi. La seconda è affiancare un museo nella scrittura della Proposta di Fase 1, per chi vuole arrivare a dicembre con una strategia già impostata. In entrambi i casi il primo passo spetta al museo, ed è iscriversi alla formazione che parte lunedì: senza quella non si presenta nulla.

Fonte: Fondazione Cariplo · Slide della presentazione del 17 settembre (PDF) · Testo del bando (PDF) · Indagine “Verso l’autonomia” (PDF) · Indagine sulla fascia 0-6 (PDF)

Buoni formazione per la cultura
Fondazione Compagnia di San Paolo
Enti non profit culturali ed enti pubblici, per i propri servizi culturali, con sede in Piemonte, Liguria o Valle d’Aosta Da € 2.000 a € 10.000
fino al 100% dei costi
Nessuna scadenza
fino a esaurimento
A sportello
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Buoni formazione per la cultura – Fondazione Compagnia di San Paolo

Uno strumento piccolo che risolve un problema grande. Non finanzia progetti, mostre o allestimenti: finanzia la formazione delle persone che lavorano dentro gli enti culturali. Da 2.000 a 10.000 euro a proposta, con copertura fino al 100% dei costi. È l’unico strumento in questa pagina che copre integralmente la spesa.

La logica è dichiarata: la Compagnia parte dalla ricerca affidata a CLES nel 2025 sulle condizioni abilitanti per lo sviluppo professionale dei lavoratori culturali, e ne trae uno strumento sperimentale, a sportello, con istruttoria in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. Chi arriva prima viene valutato prima.

Il punto che ci riguarda direttamente, e che vale la pena leggere due volte: il bando incentiva esplicitamente le proposte formative attivate da soggetti terzi, pubblici, non profit o privati, “senza vincoli territoriali o di formato”. Il beneficiario del contributo deve essere piemontese, ligure o valdostano; chi eroga la formazione no.

  • Chi partecipa Tutti gli enti non profit operanti in ambito culturale e gli enti pubblici, in riferimento ai propri servizi culturali, con sede legale o operativa in Piemonte, Liguria o Valle d’Aosta. Escluse le biblioteche capofila già sostenute dal bando Cultura per Crescere 2024 e 2025
  • Importi Contributo da 2.000 a 10.000 €, fino al 100% dei costi. Sono ammesse proposte con costi superiori, purché si indichino le altre fonti di copertura
  • Tre ambiti A: formazione dei lavoratori già in forza · B: percorsi per chi è stato assunto da meno di un anno · C: qualificazione dei tirocini extracurricolari di giovani a fine studi
  • Overhead Costi di personale e struttura entro il 10% del contributo: almeno il 90% deve andare a formazione, accompagnamento e consulenze
  • Cosa non è ammissibile Formazione amatoriale · obblighi di legge (sicurezza, privacy) · attività già avviate · destinatari generici · singoli appuntamenti formativi o proposte non strutturate · competenze core artistiche e creative, coperte da altri strumenti
  • Tempi Domanda in qualunque momento su piattaforma ROL, modulo “Buoni formazione per la cultura”. Le attività devono concludersi entro settembre 2027. Le spese sono ammissibili dalla data di presentazione della domanda
  • Una sola domanda per organizzazione. Servono un’analisi strutturata dei fabbisogni formativi e i nominativi dei destinatari, non una richiesta generica

Le due regole che cambiano il modo di scrivere la richiesta sono l’esclusione dei “singoli appuntamenti formativi o proposte non strutturate” e l’obbligo di indicare i destinatari con nome e posizione. Tradotto: il webinar una tantum non passa, e nemmeno “formazione per il nostro staff”. Serve un percorso, e serve sapere per chi.

Cosa si può realizzare con 2-10 mila euro
  • Un percorso strutturato di alfabetizzazione al digitale applicato alla visita per il personale di sala e di front office: cosa si può chiedere a un fornitore, cosa costa davvero, cosa succede dopo il collaudo. È la competenza che manca quando un museo compra una tecnologia e poi non la usa
  • Formazione su scrittura per l’interattività e doppio registro rivolta a chi redige i testi di sala: come si scrive un contenuto che funziona sia sul pannello sia dentro un percorso digitale
  • Un percorso su analisi dei pubblici e valutazione di impatto: il bando cita esplicitamente analisi dei pubblici e network management fra le competenze finanziabili. Sono i dati che poi servono per candidarsi ai bandi più grandi
  • Un periodo di mobilità professionale di un vostro operatore presso un’istituzione che ha già fatto quel passaggio, anche fuori regione o all’estero: è fra le attività ammesse dall’ambito A
  • Il rafforzamento di un tirocinio extracurricolare con project work reale su un progetto digitale del museo, invece della solita catalogazione
  • Quello che con questa cifra non si fa: nessun prodotto. Non è un bando per realizzare, è un bando per imparare. Chi ci mette dentro lo sviluppo di una web app sta usando lo strumento sbagliato

Il nostro ruolo: fornitori della formazione. È la parte del nostro lavoro meno visibile ma più richiesta, e questo strumento la copre al 100%. Se siete un ente piemontese, ligure o valdostano, la cosa utile da fare adesso è mettere per iscritto quali competenze mancano e a chi: il resto, incluso il programma formativo da allegare, si costruisce insieme. Trattandosi di uno sportello, arrivare a novembre non è come arrivare a maggio.

Fonte: Fondazione Compagnia di San Paolo · Testo dello strumento (PDF) · Allegato A, analisi di contesto (PDF)

Nuovi ponti culturali
Fondazione Cariplo – Area Arte e Cultura
Enti culturali privati non profit € 4.500.000
da 30.000 a 150.000 € a progetto
Nessuna scadenza Senza scadenza
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Nuovi ponti culturali – Fondazione Cariplo

4,5 milioni di euro dall’Area Arte e Cultura, senza scadenza. Due obiettivi alternativi, e se ne sceglie uno solo: Nuovi pubblici, cioè allargare e diversificare la partecipazione, oppure Pluralismo, cioè sostenere produzioni che rispecchino le componenti della società meno rappresentate nei circuiti istituzionali.

Il bando cita due dati che vale la pena riportare per intero. Secondo Eurostat la partecipazione culturale in Italia è tra le più basse d’Europa, e meno della metà degli italiani svolge almeno un’attività culturale all’anno. E, sul fronte della spesa: nel 2023, a fronte di un investimento medio europeo per la cultura pari allo 0,6% della spesa complessiva, in Italia ci si è fermati allo 0,3%; fra il 2007 e il 2023 la quota a carico delle amministrazioni locali è scesa dal 47% al 33% del finanziamento pubblico per la cultura.

  • Chi partecipa Enti culturali privati non profit. I musei pubblici non sono destinatari diretti: serve un ente non profit come proponente
  • Importi Richiesta di contributo fra 30.000 € e 150.000 €, fino a un massimo del 70% del costo totale
  • Quando Bando senza scadenza: si presenta quando il progetto è pronto
  • Una traccia utile Il bando suggerisce di sperimentare un dialogo più stretto con lo spazio pubblico e con i luoghi non convenzionali, percepiti come più familiari e accessibili rispetto ai luoghi di cultura
Cosa si può realizzare con questi fondi
  • Un percorso gamificato che esce dalle sale e occupa lo spazio pubblico, portando il museo dove sta chi non entrerebbe mai, sul modello di Ulassai in tasca
  • Una web app di visita che racconta la stessa collezione con un linguaggio diverso da quello espositivo, pensata per chi non ha gli strumenti per leggere l’apparato scientifico
  • Un videogioco sul patrimonio come porta d’ingresso per pubblici giovani, come Rise of Ruins per il Parco Archeologico di Sepino
  • Percorsi con le scuole in cui i ragazzi producono i contenuti invece di riceverli, come ReStart a Lamezia Terme
  • Con i 150.000 € del massimale: un programma pluriennale su un pubblico specifico, con rilevazione dei risultati. Il bando parla di ridurre disuguaglianze, quindi chiede di misurare se è successo

Il nostro ruolo: progettisti e realizzatori della componente digitale, dentro un progetto proposto da un ente non profit. Senza scadenza significa che si può lavorare con calma: ha senso partire dal pubblico che si vuole raggiungere, non dallo strumento.

Fonte: Fondazione Cariplo · Testo del bando (PDF)

Cofinanziamento Progetti Europei
Fondazione Cariplo – strumento intersettoriale
Enti pubblici ed enti privati non profit con sede legale in Italia € 3.100.000 Nessuna scadenza Senza scadenza
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Cofinanziamento Progetti Europei – Fondazione Cariplo

Questo strumento non finanzia un progetto: finanzia la partecipazione a un bando europeo. 3,1 milioni di euro messi insieme dalle Aree Ambiente, Arte e Cultura, Ricerca Scientifica e Servizi alla Persona, senza scadenza, lanciati con un evento pubblico l’8 giugno 2026.

Il meccanismo ha due tempi. Prima un percorso di accompagnamento alla progettazione, che la Fondazione descrive esplicitamente come affiancamento alle competenze già presenti nel partenariato e non come servizio sostitutivo. Poi, solo per chi ha fatto quel percorso, la possibilità di chiedere il cofinanziamento. E qui sta il punto che cambia tutto: il contributo viene riconosciuto esclusivamente se la candidatura europea viene approvata dalla Commissione. Se Bruxelles dice no, non arriva nulla.

  • Dotazione 3.100.000 €. La Fondazione si riserva di non assegnare in tutto o in parte il budget
  • Chi partecipa Enti pubblici e privati non profit con sede legale in Italia. Il progetto deve avere una ricaduta concreta sul territorio di riferimento della Fondazione
  • Programmi ammessi Creative Europe, LIFE, CERV, Erasmus+, DEAR e altri programmi a cofinanziamento. Horizon Europe è escluso
  • Tema prioritario per noi Nell’Area Arte e Cultura, il primo tema elencato è l’“applicazione di tecnologie avanzate per innovare il settore culturale e i processi creativi”. Seguono impatto ambientale delle organizzazioni culturali, linguaggi artistici e consapevolezza ecologica, coesione sociale e accesso alla cultura
  • Due modalità Si candida l’intero progetto europeo, e allora chi chiede il contributo deve essere il capofila; oppure una o più azioni specifiche, e allora chi chiede è un partner del progetto europeo
  • Tempi Scheda semplificata dell’idea via e-mail a progettiEU@fondazionecariplo.it. La richiesta formale va inviata almeno trenta giorni prima della scadenza del bando europeo

Quel vincolo dei trenta giorni è la parte che conta operativamente. Se il bando Europa Creativa esce a inizio anno con scadenza a maggio, la scheda idea va mandata a Cariplo mesi prima, non a marzo. Chi ci arriva tardi non fa in tempo a completare il percorso di accompagnamento. Con Culture Moves Europe che riapre a ottobre e i bandi di cooperazione attesi a inizio 2027, il momento di muoversi è questo.

Cosa si può realizzare con questi fondi
  • La quota italiana di un progetto Europa Creativa di cooperazione, dove la componente tecnologica è il contributo distintivo del partner italiano e non un accessorio del partenariato
  • Una web app o un percorso gamificato replicabile in più paesi, con un impianto comune e contenuti locali: è il formato che i progetti di cooperazione premiano
  • Un progetto Erasmus+ di capacity building sul digitale applicato al patrimonio, rivolto a operatori museali di più paesi
  • Un sistema di visita guidato dall’intelligenza artificiale sperimentato su più istituzioni europee, sul modello di AI feel GNU, dove il valore aggiunto è il confronto fra contesti diversi
  • Un progetto CERV su partecipazione e cittadinanza attiva che usa il videogioco come strumento di coinvolgimento, sul modello di ReStart

Il nostro ruolo: partner del progetto europeo e responsabile della componente tecnologica, oppure progettisti a fianco del capofila italiano. Su questo strumento la conversazione utile è una sola: quale bando europeo state guardando e quando scade. Da lì si conta a ritroso.

Fonte: Fondazione Cariplo · Linee guida 2026 (PDF) · FAQ di giugno 2026 (PDF)

Cultura Cresce – PN Cultura 21-27
MiC – DGCC, gestito da Invitalia
Imprese culturali e creative, imprese sociali ed ETS in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia Fondo ICC
€ 151.710.000
Nessuna scadenza
fino a esaurimento
A sportello
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Cultura Cresce – PN Cultura 2021-2027, Azione 1.3.1

Il Fondo Imprese Culturali e Creative vale 151,71 milioni per Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Non ha scadenza: è una procedura valutativa a sportello, con istruttoria in ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento delle risorse. In pratica la scadenza è il momento in cui finiscono i soldi, e non è annunciata in anticipo.

  • Capo A Consolidamento di imprese attive nella filiera culturale e creativa da almeno cinque anni
  • Capo B Nuove imprese costituite da meno di cinque anni, e persone fisiche che intendono costituirne una
  • Capo C Imprese sociali, enti del Terzo settore, associazioni e fondazioni della filiera culturale che svolgono attività economica
  • Chi gestisce Invitalia, su piattaforma dedicata. Domande aperte dal 10 dicembre 2025

È lo strumento meno noto tra quelli in elenco e quello con la dotazione più alta. Alla verifica del 24 settembre resta l’unico avviso con risorse per le imprese che la DG Creatività Contemporanea elenca come aperto sulla propria home page: l’altro è il Premio Mendrisio, un programma di residenza per singoli che scade il 28 settembre. Se operate nelle sette regioni interessate e state pensando a un investimento strutturale — non a un singolo progetto — è la misura da guardare per prima.

Il nostro ruolo: fornitore della componente tecnologica dell’investimento. Su una misura a sportello conta la velocità: il progetto va presentato quando è pronto, non quando esce la notizia.

Fonte: DG Creatività Contemporanea · Avviso pubblico (PDF)

Approfondimento: Premio Olivetti 2027, cosa si prepara adesso

Questa settimana non ci sono bandi nuovi da aggiungere alla tabella, e preferiamo dirlo invece di riempire lo spazio. Usiamo la pagina per un bando che si è appena chiuso e che tornerà: il Premio Olivetti per l’accessibilità culturale del MiC, gestito dall’Istituto centrale per la valorizzazione economica del patrimonio (IC-VEPP). L’edizione 2026 si è chiusa il 15 settembre alle 12, senza proroghe, con esiti attesi entro novembre. La ragione per parlarne adesso è semplice: la dotazione è confermata su base annuale anche per il 2027 e il 2028, e le due cose che hanno deciso le candidature di quest’anno non si costruiscono in un mese.

  • Dotazione 2026 Un milione di euro complessivo. Sulla sezione “Musei, patrimonio culturale e territorio” 300.000 € per un massimo di tre progetti: circa 100.000 € a vincitore
  • Calendario 2026 Uscito a giugno, chiuso il 15 settembre alle 12. Per il 2027 il calendario non è ancora stato comunicato: se ricalca quello di quest’anno, le settimane utili per scrivere cadono di nuovo in piena estate
  • Primo vincolo L’Accordo Preventivo di partenariato va firmato già in candidatura, pena l’inammissibilità. Non basta una lettera d’intenti
  • Secondo vincolo Il piano di durabilità e replicabilità vale da solo 30 punti su 100. È il criterio che separa un progetto di accessibilità da un evento accessibile
  • Esclusione da tenere a mente Nell’edizione 2026 non poteva partecipare chi aveva già ricevuto oltre 50.000 € di contributi MiC nell’anno in corso. Se state per chiudere altri finanziamenti ministeriali nel 2027, conviene verificarlo sul nuovo avviso prima di investire tempo

Il punto che ci interessa di più, per esperienza, è il partenariato. Un museo che vuole candidarsi con un progetto di accessibilità serio ha bisogno di almeno un soggetto che rappresenti i pubblici destinatari: un’associazione di persone con disabilità, una rete di servizi educativi, un ente del terzo settore che lavora sul territorio. Quegli accordi richiedono riunioni, delibere, firme. Costruirli a luglio è tardi; costruirli fra ottobre e febbraio è il tempo giusto, e lo stesso accordo serve anche per altri bandi, a partire dal Cariplo sull’accessibilità universale che chiede il coinvolgimento dei pubblici già in Fase 1.

Cosa si può realizzare con circa 100.000 euro, se il 2027 conferma le cifre
  • Un percorso di visita accessibile progettato con i destinatari, non per loro: laboratori di co-progettazione con le associazioni partner, prototipo, test in sala, versione definitiva. È esattamente la sequenza che rende credibile il piano di durabilità
  • Un sistema di visita guidato dall’intelligenza artificiale che adatta registro e lunghezza dei contenuti, sul modello di AI feel GNU alla Galleria Nazionale dell’Umbria
  • Un’installazione multisensoriale su un’opera o un reperto chiave, come la torcia interattiva al Museo delle Sinopie di Pisa, affiancata da contenuti in lingua facile e audiodescrizioni
  • Un kit replicabile (metodo, contenuti, specifiche tecniche) che un secondo museo possa adottare senza ripartire da zero: è la risposta più diretta al criterio di replicabilità
  • Il vincolo di realtà: con 100.000 € non si rende accessibile un museo intero. Si fa bene un percorso, lo si documenta e lo si rende replicabile. Chi promette tutto l’edificio sta scrivendo il progetto sbagliato

Il nostro ruolo: progettisti della componente esperienziale e digitale, e partner tecnici dentro l’Accordo Preventivo. Il lavoro utile da fare in autunno non è scrivere il progetto, che dipenderà dal nuovo avviso: è scegliere il percorso su cui intervenire, individuare i partner che rappresentano i pubblici e cominciare a parlarsi. Quando l’avviso 2027 uscirà, chi ha già fatto questo avrà bisogno di settimane, non di mesi.

Fonte: IC-VEPP – Premio Olivetti per l’accessibilità culturale. Dati dell’edizione 2026 verificati sulla pagina ufficiale il 16 settembre 2026; le condizioni dell’edizione 2027 sono da verificare quando sarà pubblicato il nuovo avviso.

Chiusi di recente: preparati per la prossima edizione

Non sono più presentabili, ma tornano con cadenza regolare. Il momento giusto per costruire progetto e partenariato è ora, non a bando pubblicato.

  • 23 settembre 2026 Toscanaincontemporanea 2026, Regione Toscana. 500.000 € per le arti visive contemporanee, con la novità di quattro aree di intervento fra cui Rigenerazione urbana, che citava esplicitamente light art e sound art. Linea 1 fino a 20.000 €, Linea 2 fino a 5.000 €. È un bando annuale: per un ente toscano che ragiona su un intervento luminoso o sonoro nello spazio pubblico, l’area Rigenerazione urbana è la porta da tenere d’occhio per il 2027
  • 22 settembre 2026 Linee Guida per nuovi spazi di partecipazione attiva, Compagnia di San Paolo. Non era una richiesta di contributo ma la candidatura a un percorso di assessment per fino a 35 spazi in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Esiti del pre-assessment entro il 23 ottobre; la richiesta di contributo vera e propria arriva nella primavera 2027, solo per gli spazi accompagnati
  • 15 settembre 2026 Premio Olivetti per l’accessibilità culturale, MiC – IC-VEPP. Esiti attesi entro novembre 2026. Dotazione confermata anche per il 2027 e il 2028: vedi l’approfondimento qui sopra
  • 31 agosto 2026 Cultura nei piccoli comuni – Ed. 1, MiC – DG Creatività Contemporanea. 1.445.100 € per progetti culturali nei comuni sotto i 25.000 abitanti, con almeno un partner non profit. La dicitura “Edizione 1” nel titolo è la cosa più utile da tenere a mente: il Ministero ha impostato la misura come ricorrente. Tra gli obiettivi c’era testualmente il rafforzamento dell’offerta culturale locale “anche attraverso l’impiego dei servizi digitali e delle nuove tecnologie”. L’accordo di partenariato con l’ente non profit è la parte che quest’anno ha messo in difficoltà più candidature: costruirlo adesso vale più che aspettare l’Edizione 2
  • 30 luglio 2026 Bando musei 2026, Regione Veneto. 238.000 € a fondo perduto ai musei riconosciuti, per il raggiungimento o il mantenimento dei livelli minimi di qualità e per la valorizzazione
  • 27 luglio 2026 Fondo piccoli musei, MiC – DG Musei. 534.573 €, massimo 15.000 € a progetto, su accessibilità, sicurezza, digitalizzazione e comunicazione. Riservato ai musei con entrate non superiori a 50.000 €. Prossima edizione attesa per l’estate 2027
  • 15 luglio 2026 Valorizzazione culturale dei territori e turismo sostenibile, Fondazione Compagnia di San Paolo. Contributo fino a 180.000 € e non oltre il 75% del budget, per partenariati con un piano almeno triennale di valorizzazione. Esiti attesi entro fine novembre 2026. Se la prossima edizione segue lo stesso calendario, esce a marzo con scadenza a luglio
  • 1 luglio 2026 Capitale italiana della cultura 2029: chiusa la manifestazione di interesse; i dossier andavano consegnati entro il 23 settembre. Le dieci finaliste si conoscono entro il 16 dicembre
  • 8 giugno 2026 Contributo ordinario ai musei ed ecomusei di rilevanza regionale, Regione Toscana. 1,35 milioni per 121 strutture riconosciute. È il gemello annuale del bando Sistemi museali, ma si rivolge ai singoli musei. Se il calendario si ripete, la prossima edizione esce in primavera con scadenza a inizio giugno
  • 25 aprile 2026 LaDIT – Lazio Digital Innovation Tourism, LAZIOcrea per la Regione Lazio. 2,4 milioni assegnati a 34 Comuni, contributo massimo 75.000 € a proposta: realtà aumentata e virtuale, ambienti immersivi, virtual tour, piattaforme web, intelligenza artificiale, esperienze narrative digitali. Diversi Comuni sono risultati ammissibili ma non finanziati, in attesa di eventuali risorse aggiuntive: se siete fra questi, il progetto è già scritto e vale la pena tenerlo pronto
  • 21 aprile 2026 Internazionalizzazione dell’offerta culturale, Compagnia di San Paolo. Per enti del Nord-Ovest con accordi di cooperazione biennali con almeno un soggetto internazionale. Se il calendario si ripete, la prossima edizione esce a fine febbraio: il partner estero va cercato adesso
  • 31 marzo 2026 ARTESCIENZA – Percorsi condivisi di ricerca, Fondazione Cariplo. 1,3 milioni, contributo fra 50.000 e 100.000 € e non oltre l’80% dei costi, per percorsi di ricerca condivisi fra artisti e scienziati. Se l’edizione 2027 seguirà lo stesso calendario, esce a dicembre con scadenza a marzo: un partner scientifico non si trova in due settimane
  • 18 marzo 2026 Valorizzazione di beni storico-artistici e culturali, Fondazione con il Sud. 4 milioni, fino a 600.000 € a progetto con cofinanziamento monetario minimo del 20%. Richiede un ETS con la disponibilità di un bene pubblico, almeno altre tre organizzazioni e il coinvolgimento del Comune
  • 30 giugno 2026 Luoghi plurali, Fondazione Cariplo. Chiusa la Fase 1; la Fase 2 riguarda solo i progetti già selezionati
  • 24 giugno 2026 Progetti integrati della cultura 2026-2029, Regione Lombardia con Fondazione Cariplo. 21,5 milioni. Prossima edizione da confermare
  • 5 maggio 2026 Progetti di cooperazione europea, Europa Creativa. Circa 60 milioni. La scala piccola richiede almeno tre soggetti da tre paesi diversi, con cofinanziamento UE fino all’80%. Il bando esce di norma a inizio anno: è il momento di cercare i partner europei. Da abbinare allo strumento Cariplo di cofinanziamento
  • 23 aprile 2026 Creative Innovation Lab, Europa Creativa. 7.021.561 €. Richiede che il settore audiovisivo lavori insieme ad almeno uno tra musica, editoria e musei
  • 9 aprile 2026 Avviso Unico Cultura, Regione Lombardia. 6,05 milioni, con un ambito dedicato a musei, sistemi bibliotecari e archivi

Fonti: Regione Toscana – Toscanaincontemporanea · Compagnia di San Paolo – Nuovi spazi · IC-VEPP – Premio Olivetti · DG Creatività Contemporanea · Regione Veneto · DG Musei · Compagnia di San Paolo – Territori · Capitale italiana della cultura 2029 · Regione Toscana – musei di rilevanza regionale · LAZIOcrea · Fondazione Cariplo – ARTESCIENZA · Fondazione con il Sud · Regione Lombardia · Europa Creativa Desk Italia

In arrivo: Europa Creativa a ottobre, e due appuntamenti da segnare

Il Desk Italia di Europa Creativa ha confermato il 10 luglio che da ottobre 2026 riaprono entrambi i bandi di Culture Moves Europe: la Mobilità individuale, per singoli artisti e professionisti culturali, e le Residenze, per organizzazioni che ospitano gruppi di stranieri e realizzano con loro un progetto. Fra l’apertura dei due è prevista una quindicina di giorni di differenza. Al 24 settembre i testi non sono ancora pubblicati: l’ultima notizia del Desk riguarda il webinar sull’editoria del 25 settembre. L’anno scorso la Mobilità individuale ha aperto il 1° ottobre, con scadenze mensili.

La linea Residenze, per un museo o un ente culturale, è un modo poco costoso di costruire relazioni internazionali che poi servono quando si cerca un partenariato per un bando di cooperazione. Se state pensando a Europa Creativa nel 2027, questa è la porta di servizio.

Sul fronte nazionale, la DG Creatività Contemporanea ha riaperto fino al 30 ottobre 2026 la ricognizione del progetto Ri-generare con creatività per trasmettere testimonianze e contributi sulla rigenerazione urbana a base culturale. Non è un bando e non porta risorse, ma i contributi confluiscono nel convegno nazionale in programma dal 23 al 27 novembre all’ex Mattatoio di Roma.

Fonte: Europa Creativa Desk Italia, 10 luglio 2026 · DGCC, ricognizione Ri-generare con creatività · DGCC, convegno del 23-27 novembre

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Da molti anni progettiamo esperienze digitali per musei ed enti culturali: MANN, Galleria Nazionale dell’Umbria, Opera della Primaziale Pisana, Reggia di Caserta, Parco Archeologico di Sepino, Comune di Ulassai, La Venaria Reale, Ministero della Cultura.

Vi affianchiamo su tutta la filiera: scrittura della domanda, progettazione della proposta tecnica e realizzazione dell’intervento, fino al collaudo e alla rendicontazione. Scriveteci prima di scrivere il progetto: mezz’ora sul dimensionamento del budget vale più di qualsiasi revisione dell’ultimo minuto.

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